Monumento funebre

Monumento funebre dello scultore Cesare Faggioni

Monumento funebre dello scultore Cesare Faggioni
Vista del Monumento funebre dello scultore Cesare Faggioni (1843-1912).

Galleria

Monumento funebre dello scultore Cesare FaggioniMonumento funebre dello scultore Cesare FaggioniMonumento funebre dello scultore Cesare FaggioniMonumento funebre dello scultore Cesare FaggioniMonumento funebre dello scultore Cesare FaggioniMonumento funebre dello scultore Cesare FaggioniMonumento funebre dello scultore Cesare FaggioniMonumento funebre dello scultore Cesare FaggioniMonumento funebre dello scultore Cesare Faggioni

Storia e descrizione

Monumento dal carattere scultoreo, con elementi architettonici semplificati o concepiti come supporto per la statuaria.

Un grande e austero basamento quadrangolare, privo di qualsiasi decorazione, funge da base per il monolitico sarcofago dello scultore, il cui nome appare ormai quasi illeggibile.

La composizione è chiusa da una quinta architettonica gradonata, sulla quale si erge un’alta croce la cui semplicità geometrica è movimentata da raggiere in marmo.

Al centro, affiancata da due lampade votive in marmo, una figura alata siede in atteggiamento riflessivo. Vi si riconosce il più delle volte un angelo della resurrezione o un angelo custode del sepolcro.

La presenza di una lunga tromba, ormai abbassata, e la mesta posa inducono tuttavia a riflettere più attentamente sul significato della scultura, e proporne una lettura inedita.

L’intero monumento sembra assumere significato compiuto se si interpreta la figura centrale come un Angelo/Genio della Fama, assorto e silenzioso; una riflessione sull’effimera gloria terrena dell’artista, destinata a sopravvivere soltanto nell’eco delle sue opere.

L’insieme, interamente realizzato in marmo di Carrara e completato nel 1914, fu nello studio Nicoli su modello dello stesso Faggioni.

Cesare Faggioni (1843-1912)

Fidato collaboratore di studio di Carlo Nicoli, Cesare Faggioni (†1912) è autore ancora poco conosciuto. La sua attività si svolse all’ombra del più noto maestro, per quanto egli lavorasse con la qualifica altamente specializzata di smodellatore nell’atelier di San Francesco.

Si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara e partecipò all’Esposizione Generale Italiana di Torino, nel 1884, con la statuetta di una Ciociara.

Il suo nome è associato ad alcuni monumenti funebri in Uruguay ma è assai probabile che egli abbia creato i modelli per molte delle opere uscite dal laboratorio dei Nicoli.

Fu attivo anche come imprenditore nel settore estrattivo.