Monumenti
Un percorso tra i monumenti di maggior valore storico-artistico del cimitero: cappelle di famiglia, sculture funebri e lapidi che raccontano l'identità monumentale di Marcognano.
Quattordici sepolture, selezionate per valore storico-artistico e monumentale, raccontano Marcognano attraverso l’architettura, la scultura e le vicende degli uomini e delle donne che vi hanno trovato eterno riposo.
Alcuni sono tra i più noti e fotografati del camposanto, altri vengono posti all’attenzione del pubblico per la prima volta, in un percorso che si presta ad essere ampliato e integrato in futuro.
Molti sono raggruppati, uno a fianco all’altro, dando vita a prospettive di grande suggestione; altri si trovano in angoli più appartati e meno frequentati del complesso. Tutti concorrono, con i loro volumi, le opulente decorazioni e gli apparati scultorei, a costruire l’identità monumentale di Marcognano.
La prima sequenza, la più antica, si sviluppa sulla terrazza inferiore del lato meridionale del cimitero. In un’insieme di grande suggestione si susseguono i monumenti di Cesare Faggioni, di Carlo Nicoli (1899, il più antico di tutti), dei coniugi Bernabò e di Erminia Maggesi, uniti non solo nella vicinanza fisica e cronologica, ma dalla presenza di grandi figure angeliche e dalla comune paternità, ascrivibile allo studio Nicoli.
Al livello superiore si dispiega l’imponente scenografia delle cappelle dal carattere spiccatamente architettonico: la prima, quella di Paolo Triscornia, colpisce per il ricercato stile egizio, quella della famiglia Forti, a fianco, per i richiami al gusto internazionale del revival gotico di inizio secolo. Una curiosa piramide tronca custodisce le spoglie dei Mattioli, mentre il sepolcro dei Cucchiari, dallo stile eclettico denso di richiami all’arte medioevale, stupisce per dimensioni e arditezza.
La sequenza, davvero impressionante, continua con la cappella Salvini, impreziosita in facciata da un grande angelo di Carlo Nicoli e con le severe linee classiche del mausoleo Marchetti. L’edicola funeraria dei Berring-Nicoli è forse la più celebrata di Marcognano per qualità scultorea e ricchezza dell’impianto decorativo. A suo fianco le linee più morbidi e rinascimentali della cappella Gattini, dal soffitto affrescato con i Quattro Evangelisti.
Si trova invece sul versante opposto, tra monumenti più moderni, la sepoltura voluto dallo scultore Antonio Ottavio Ponzanelli per sé e la propria famiglia: custodisce, nella figura di una religiosa messicana, un enigma ancora insoluto.
Bisogna infine spingersi tra i loculi che fronteggiano il primo poligono a sinistra della cappella centrale, per trovare una testimonianza scultorea eccezionale, dal carattere più intimo e raccolto: la lapide con Le nuove beatitudini realizzata da un giovane Nardo Dunchi per il fratello Carlo, scomparso nel 1945.
Questa selezione, che non ha certo l’ambizione della completezza, vuole aprire la strada a una più ampia conoscenza del patrimonio storico-artistico di Marcognano. L’auspicio è che possa essere presto ampliata con l’inserimento delle cappelle Pocherra, Bufalini, Orsini, Corsi ecc., con lapidi di chiaro interesse come quella per la bambina Annalisa Tedeschi, di Nardo Dunchi, e con il progredire degli studi.