Cappella di famiglia

Cappella funeraria della famiglia Berring Nicoli

Cappella funeraria della famiglia Berring Nicoli
veduta d'insieme, con scorcio della cappella Gattini a lato

Galleria

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Storia e descrizione

Monumento tra i più significativi di Marcognano, la cappella Berring Nicoli fu edificata tra 1907 e 1909 in memoria di Alex Berring Nicoli, tragicamente scomparso nel 1906.

La struttura è singolare: la cripta sotterranea per le sepolture è sovrastata da una slanciata edicola in marmo, al centro della quale si staglia una delicata scultura a tutto tondo; una figura angelica con le ali spiegate, le mani raccolte sul petto e lo sguardo rivolto al cielo. Tutto è caratterizzato da un gusto iper decorativo, tipico dell’epoca: gli elementi architettonici classici, come le colonne corinzie, sono reinterpretati con grande ecclettismo e arricchiti da motivi vegetali. I capitelli e la decorazione del fregio sembrano mossi dal vento,  così come le fiamme delle quattro lucerne che dominano l’insieme. Anche il cancelletto e le balaustre in bronzo, sulle quali compaiono le iniziali B N, partecipano a questo movimento, con corone funebri che sembrano essere appena deposte. Un incontro tra repertorio ornamentale Art Nouveau e forme classicheggianti che riflette le tendenze decorative di inizio Novecento e testimonia il profilo aggiornato e internazionale del laboratorio di famiglia.

L’elegantissimo angelo è il vero protagonista della composizione, esaltato e protetto dall’esuberante corredo architettonico del monumento. Posa su un basamento dalle linee asciutte e ha i tratti di un adolescente: indossa una lunga veste che ricade morbidamente al suolo (se ne apprezza particolarmente l’andamento nella visuale posteriore) e sembra intercedere per il defunto, in gesto di sentita partecipazione.

L’accesso alla cappella vera e propria avviene tramite una scala ricurva a doppia rampa, che gira attorno all’edicola tra finte rocce e la vegetazione che avanza: qui l’atmosfera cambia, l’architettura si fa severa e la decorazione si riduce al minimo. Siamo sulla soglia di un mondo diverso.

Il monumento fu realizzato nello studio Berring Nicoli, del quale esemplifica repertorio e maestria, mentre gli elementi in bronzo furono fusi nella nota Fonderia Lippi di Pistoia, un punto di riferimento per il diffondersi del linguaggio Liberty in Italia. L’estrema eleganza della figura centrale, pensata per essere ammirata a 360°, fa tuttavia pensare all’intervento di un’artista di levatura internazionale, forse uno dei maestri parigini che aveva lavorato con il laboratorio carrarese?

Alex Berring Nicoli (1857-1906)

Alex Berring Nicoli fu un abile e prospero imprenditore, attivo nel settore del commercio e della lavorazione artistica del marmo. Il padre Francesco Nicoli (Carrara, 1809-1884 – anch’egli sepolto nella cappella di Marcognano) aveva un passato romanzesco: dopo gli esordi da tenore lirico – aveva peraltro interpretato Edgardo di Ravenswood nell’opera di Gaetano Donizetti Lucia di Lammermoor, prima rappresentazione lirica in assoluto nel Teatro degli Animosi di Carrara (1842) – si era trasferito a Parigi, dove aveva conosciuto, e poi sposato Marianna, una ballerina classica. Si dice fosse un’erede della facoltosa famiglia Berring, scappata da casa per inseguire il sogno della danza!  Negli anni successivi troviamo Francesco impegnato in commerci di marmo tra il comprensorio apuano e Parigi: fu tra gli espositori all’Esposizione Universale di Parigi del 1878, dove presentò degli ammiratissimi bianchi della Tambura.

Il figlio Alex mantenne un rapporto privilegiato con il mercato francese, fornendo marmi non lavorati a molti scultori (tra cui Auguste Rodin) ed ottenendo prestigiose commissioni dalla Lega Franco-Italiana di Parigi. Nel suo laboratorio di Carrara, fondato nel 1888, furono realizzati il monumento a Victor Hugo per Roma (Villa Borghese, 1905), da modello di Lucien Pallez (1853-1933), quello al compositore Frédéric Chopin, da modello di Jacques Froment-Meurice (1864-1947) per il Parc Monceau di Parigi (1906), e il monumento allo scultore e architetto Pierre Puget (1620-1694) per Marsiglia (1906) dall’invenzione di Henri-Édouard Lombard (1855–1929). Morì all’apice del successo per un colpo di pistola, in circostanze non chiare, nel febbraio del 1906.

La ricercata sepoltura di Marcognano fu voluta dal figlio Giorgio Berring Nicoli, che proseguì le attività paterne fino alla crisi di fine anni 20. Fu lui, nel 1927, a donare un ricco altare in marmo alla chiesa di San Giovanni Battista, in località Fossola. Nutrì precoci interessi per il mondo dei motori, dapprima tentando un’impresa commerciale come importatore di chassis francesi, in società con Bernardo Fabbricotti, poi come primo presidente dell’Automobile Club di Carrara (1925). Sposò la scultrice cilena Maria Teresa Pinto (1894-1980).

Apparteneva alla famiglia l’estrosa villa Casa Mia, lungo il viale XX Settembre, disegnata nel 1922 dall’architetto carrarese Enrico Del Debbio (1891-1973).

Nell’ipogeo riposano anche la moglie di Alex, Lillian Berring Nicoli (Carrara, 1864-1949, nata Pollina) ed alcuni membri della sua famiglia, tra i quali il cognato Girolamo Ratto (Carrara, 1848-1926), industriale, sindaco di Carrara negli anni dei moti del ’94 (1889-1895).